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La donazione del midollo osseo: tutto quello che c’è da sapere

L’associazione Sinergie è in collaborazione con l’Associazione Donatori Midollo Osseo (ADMO), già dal 2018, nella tutela del diritto alla salute.

Principale scopo è informare la società sull’importanza di donare. Tramite la donazione e il trapianto di midollo osseo si ha una grande possibilità: combattere le leucemie, i linfomi, il mieloma e altre neoplasie del sangue. Si tratta dunque di un gesto di solidarietà che può salvare una vita.

Perché è importante donare il midollo osseo

La sensibilizzazione svolge il fondamentale ruolo di fornire agli interessati informazioni su come effettuare la donazione, seguendo il potenziale donatore fino alla tipizzazione HLA. Quest’ultima consiste nella caratterizzazione del profilo genetico, necessaria per verificare l’eventuale compatibilità con il paziente. I dati raccolti vengono successivamente inseriti nel Registro Italiano Donatori Midollo Osseo, ufficializzando l’iscrizione nel rispetto della normativa sulla privacy. Più elevato è il numero di volontari tipizzati, più è alta la speranza di trovare un midollo compatibile per coloro che non hanno un donatore consanguineo. La compatibilità genetica è ESTREMAMENTE RARA e ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE per il buon esito del trapianto. Statisticamente si verifica una volta su quattro (25%) tra fratelli e sorelle e addirittura 1 su 100 mila (0,001%) tra individui non consanguinei.

Cosa serve per diventare donatore

Possono diventare donatori i giovani tra i 18 e 35 anni, in buone condizioni di salute e che pesino almeno 50 kg. La disponibilità del donatore rimane valida fino al raggiungimento dei 55 anni. La scelta di avere donatori giovani è una tutela a favore del donatore e del ricevente. Infatti, con l’età è più probabile che emergano condizioni di salute che compromettano l’idoneità. In Italia circa il 70% delle donazioni avvengono da parte di soggetti con meno di 40 anni. Nel momento in cui viene accertata la compatibilità tra il paziente e l’iscritto al registro, subentra un ulteriore fase in cui si compiono altre analisi al potenziale donatore.

La donazione non ha limiti geografici, è volontariagratuita ed anonima.

Come avviene la donazione

Si possono donare le cellule staminali emopoietiche sia con prelievo da MIDOLLO OSSEO sia da SANGUE PERIFERICO, in entrambi i casi i rischi per il paziente sono minimi.

Prelievo da midollo osseo

È la più “antica” modalità di donazione e consiste nel prelievo del midollo dalle ossa del bacino. Il donatore viene sottoposto ad un’anestesia generale o epidurale, così che non senta alcun dolore durante l’intervento. In questo caso i rischi sono quelli legati alla procedura anestetica e sono valutati scrupolosamente. La durata media è di circa 45 minuti. Dopo il prelievo, il donatore è tenuto normalmente sotto controllo per 24/48 ore prima di essere dimesso e si consiglia comunque un periodo di riposo precauzionale di 4-5 giorni. Il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente in poco più di una settimana.

Prelievo da sangue periferico

Per ciò che riguarda il prelievo da sangue periferico, la donazione prevede la somministrazione, nei cinque giorni precedenti, di un farmaco che accresce la produzione di cellule staminali nel midollo osseo e il loro passaggio al sangue periferico. Il sangue viene prelevato da un braccio attraverso un circuito sterile entra in una centrifuga dove la componente utile al trapianto viene isolata e raccolta in una sacca, mentre il resto viene refuso nell’altro braccio. I potenziali rischi correlati alla procedura sono approssimabili a quelli di una donazione di sangue.

In genere, le donazioni avvengono tramite questo metodo (8 su 10). La scelta dipende dal medico del Centro Donatori e dalle caratteristiche del donatore. Tendenzialmente, per i trapianti in età infantile si preferisce la donazione midollare, mentre in età adulta quella da sangue periferico.

È possibile conoscere il ricevente?

La legge italiana prevede la tutela della privacy nel rispetto del donatore e del paziente. Dunque, non è possibile conoscere il ricevente. Nonostante ciò è consentito fornire informazioni di base sul ricevente (età, sesso, provenienza ecc.), affinché il donatore possa figurarselo. Inoltre, pur mantenendo ignota l’identità, attraverso il Centro Donatori, è permesso scambiarsi lettere e/o messaggi di augurio o ringraziamento.

Cos’è il midollo osseo?

Il midollo osseo è un tessuto molle ricco di nutrienti, presente soprattutto a livello del bacino. È costituito da uno stroma (midollo osseo giallo) e da un parenchima emopoietico rappresentato dagli elementi precursori delle cellule ematiche (midollo osseo rosso o tessuto mieloide). La sua principale funzione è la produzione di linfociti destinati alla formazione del sistema immunitario del corpo. Esso al suo interno contiene le “Cellule Staminali Emopoietiche” (CSE).

Da queste cellule hanno origine tutte le cellule del sangue e del sistema immunitario (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). I globuli rossi sono inviati al trasporto di ossigeno in tutto il corpo grazie all’emoglobina; le piastrine prevengono le emorragie collaborando al processo emostatico; i globuli bianchi sono gli elementi costitutivi del sistema immunitario, presenti nel sangue ed in altri tessuti, proteggendo l’individuo da varie infezioni (batteri, virus ecc.) e, almeno in parte, dagli stessi tumori.

Le cellule si riproducono continuamente nel sangue e al termine del loro ciclo di vitale muoiono, mentre le CSE si rinnovano interrottamente e non cessano di vivere. Il trapianto di tali cellule garantisce la formazione di tutte le cellule del sangue fornendo al paziente un rinnovato sistema immunitario. Infatti, successivamente al processo radio-chemioterapico viene sostituito il midollo malato di una malattia oncologica (leucemia, linfoma ecc.). Ciò permette una corretta produzione delle cellule in individui con insufficienza funzionale oltre a fornire un sistema immunitario funzionante a soggetti con immunodeficienze.

Eventuali rischi

I rischi della procedura sono principalmente connessi all’anestesia e alla modalità di raccolta, anteriormente discussi e chiariti con il donatore. Naturalmente, nel caso che il soggetto evidenzi un rischio anestesiologico, a sua tutela, viene escluso alla donazione.

Durante il prelievo NON SI AVVERTE DOLORE.

Nei giorni seguenti è possibile avvertire un dolore sordo, di modesta entità, reversibile con un normale antidolorifico. I sintomi più comuni che potrebbero manifestarsi al momento della somministrazione di G-CSF sono: febbricola, cefalea, dolori ossei, senso di stanchezza. Tali disturbi sono facilmente curabili con del paracetamolo, e scompaiono rapidamente.

La donazione di CSE è riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale?

Al donatore vengono riconosciuti i diritti dalla legge n.52 del 6 Marzo 2001. Egli è equiparato agli altri donatori (assenza retribuita dal posto di lavoro per il tempo necessario a effettuare i relativi esami per accertare l’eventuale compatibilità con un paziente e l’effettiva donazione a carico del servizio sanitario, così come l’assicurazione infortuni, ecc.).

TOCCA A TE: DIVENTA DONATORE!

Per maggiori informazioni sulla donazione consultare: https://admo.it;

FONTI:

https://www.corriere.it/salute;

https://www.humanitas.it/enciclopedia/glossario-immunologia/midollo-osseo;

https://it.wikipedia.org/wiki/Midollo_osseo

 

 

 

3 Commenti

  • Rispondi
    Stefano
    23 Marzo 2020 at 20:42

    Sensibilizzare la gente a questo argomento penso che sia un gesto nobile che vi fa onore in quanto si può veramente salvare la vita alla gente con poco, bravissimi complimenti! Ho avuto esperienze di leucemia all’interno della mia sfera di conoscenze e purtroppo so quanto sia difficile trovare un donatore e per di più che sia compatibile, quindi penso che ci sia la necessità di iniziativa informative come la vostra che riescano a “spingere” o “reclutare” gente verso questo nobile atto. Complimenti davvero per l’articolo, completo e chiaro nei contenuti, sono curioso di leggere il prossimo, a presto!

    • Rispondi
      associazionesinergie
      24 Marzo 2020 at 13:04

      Grazie Stefano, siamo lieti che l’iniziativa ti abbia colpito. A breve pubblicheremo ulteriori articoli sulle iniziative in collaborazione con ADMO. E’ sempre un piacere ricevere i tuoi commenti, torna a trovarci presto!

  • Rispondi
    Federica
    25 Marzo 2020 at 0:33

    Questo è decisamente uno degli articoli più chiari e completi che io abbia letto su questo tema! Non è semplice trovare il modo giusto per veicolare messaggi di questo tipo, invitando tutti a riflettere sul fatto che un piccolo “sacrificio” per una persona in salute rappresenta il regalo più bello e importante che si possa fare ad un’altra persona meno fortunata. Davvero complimenti per la scelta di scrivere su tale argomento, sempre attuale e importante!

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