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Erasmus (covid-19) life

Erasmus life (covid-19)

Noi giovani di Sinergie, oltre ad interessarci di ambiente, ricerca, agroalimentare, sanità ed informazione in generale, non abbiamo mai tralasciato l’importanza degli scambi interculturali. Ci siamo domandati, infatti, cosa ne sarà stato degli Erasmus di questo semestre che hanno dovuto affrontare l’emergenza sanitaria per il COVID-19 che ha, malauguratamente, investito inizialmente l’Italia e pian piano l’intera Europa.

In questo articolo, abbiamo voluto dare spazio a delle reali testimonianze che hanno coinvolto da vicino alcuni dei nostri associati.

Erasmus: opportunità di vita

Come la maggior parte di noi ben sa, l’Erasmus (European Action Scheme for the Mobility of University Students) è un programma dell’Unione Europea. Offre l’opportunità agli studenti universitari dei paesi europei, regolarmente iscritti ad un corso di laurea triennale, magistrale o dottorato di ricerca, di svolgere un periodo di studio, legalmente riconosciuto dal nostro Ateneo, in una università di altri Paesi membri dell’UE.

Affinché uno studente possa partecipare al progetto sono necessari dei requisiti, come ad esempio la conoscenza di almeno una seconda lingua, viene data priorità a chi ha una media alta e un buon numero di esami sostenuti. Difatti, l’obbiettivo dell’Erasmus, oltre ad arricchire culturalmente, umanamente e professionalmente, è proprio quello di migliorare le capacità comunicative, la conoscenza di lingue straniere e le competenze interculturali, abilità oramai alquanto richieste nel mondo lavorativo.

Attraverso i racconti di migliaia di studenti Erasmus è possibile rendersi conto di quanto questo tipo di esperienza sia formativa e quanto, addirittura, possa cambiare la vita o la visione di vita di tutti quei giovani che hanno avuto la possibilità di viverla.

Erasmus ai tempi del Covid-19

L’associazione Sinergie si è chiesta come i ragazzi Erasmus abbiano affrontato l’emergenza Coronavirus a fronte delle restrizioni. Due nostri cari sinergici, Antonino Greco (vice presidente Sinergie) e Giuseppina Greco (associata Sinergie), nonché fratelli, sono due dei tantissimi altri studenti che hanno vissuto l’Erasmus ai tempi del COVID-19, ed abbiamo voluto intervistarli.

Belgio: l’esperienza a Gembloux

BelgioAntonino Greco, laureando presso il corso di laurea magistrale in scienze e tecnologie agrarie all’Università degli studi di Catania, iniziò con tanta trepidazione il suo Erasmus presso l’Agro-bio Tech di Gembloux (Belgio) dell’Université de Liège, lo scorso 28 gennaio. Come tutti gli Erasmus, anche il nostro vice-presidente dovette affrontare tutte le difficoltà per riuscire ad ambientarsi all’interno di un sistema universitario completamente nuovo e diverso, ed ecco che in meno di due mesi dal suo arrivo scoppiò la bomba chiamata COVID-19. Antonino ci ha raccontato che tra il Belgio e l’Italia c’è stata qualche settimana di differenza in termini di lockdown, il Belgio è stato investito dal virus poco più tardi.

Il viaggio di rimpatrio

Ciò che ci ha particolarmente colpiti è stata la sua dichiarazione rispetto al viaggio di rimpatrio.

«Quando lo scorso 9 Marzo, il nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ufficialmente dichiarato che tutta l ‘Italia sarebbe diventata zona rossa non vi nego che sono entrato parecchio in preoccupazione. In quei giorni, a Gembloux, paesino che accoglie la sede di agraria della mia università ospitante, scorreva tutto più o meno normalmente, mentre in Italia tutto si era assolutamente fermato. Leggendo i giornali mi rendevo sempre più conto che sarei dovuto rientrare il prima possibile; purtroppo, il mio volo di ritorno non è stato per nulla facile.

Quando decisi di rientrare mi resi conto che c’era la disponibilità di un solo volo al giorno verso Roma, infatti il problema più grosso fu riuscire ad arrivare a Catania. Provai a contattare i coordinatori della mia università che, senza nessuna loro colpa, non seppero darmi delle direttive. Tentai quindi con l’ambasciata italiana in Belgio ma non seppero darmi risposta circa il mio rimpatrio, invitandomi a non spostarmi. Dunque, trovandomi solo e lontano da ogni affetto, decisi di prenotare un volo per la settimana seguente che, nel giro di poche ore venne cancellato dalla compagnia aerea. Qualche giorno dopo, i giornali belga, diffusero la notizia che, a partire dal 19 marzo, tutto il paese sarebbe andato in confinamento. Di fronte a questo allarme, mi attrezzai dei dovuti dispositivi di sicurezza, preparai rapidamente le valigie e, il 19 mattina mi recai all’aeroporto. Riuscii a rientrare a casa dopo due giorni passati tra aereo ed aeroporti, senza l’aiuto di nessuna autorità ma, interfacciandomi solo con la compagnia aerea di bandiera. Arrivato a casa, mi sono confinato per quindici giorni, come da decreto regionale, con tante domande ed una storia, non proprio positiva, da raccontare».

Spagna: l’esperienza di Madrid

D’altra parte, abbiamo avuto il racconto della sorella: Giuseppina Greco laureanda presso il corso di laurea magistrale in lingue e letterature comparate all’Università degli Studi di Catania. La nostra associata volò verso la capitale spagnola lo scorso ottobre 2019 per vivere la sua esperienza Erasmus. A differenza del fratello, lei è riuscita a portare a termine il primo semestre presso l’Universidad Nacional de Educación a Distancia di Madrid. Aveva appena iniziato il suo secondo semestre da Erasmus, con la serenità che lo avrebbe potuto affrontare diversamente dal primo dato che era riuscita a prendere dimestichezza con il sistema, anche qui del tutto diverso, ma quella bomba COVID-19 scoppiò anche e soprattutto a Madrid.

ERASMUS - Universidad Nacional de Educación a Distancia

ERASMUS – Welcome day

UNED

«Ringraziando al cielo non ho contratto il virus nonostante Madrid sia stata la prima città spagnola più colpita dal COVID-19. Nei primi giorni del mese di Marzo ero diventata dipendente dai notiziari, non facevo altro che controllare ogni istante le notizie, e probabilmente questo mi avrà aiutata a non contrarre il virus, perché vivevo l’emergenza da italiana e non da spagnola, per fortuna direi. Attorno a me continuava a vivere una città completamente indifferente all’emergenza sanitaria malgrado i numeri dei contagi, nella stessa, raddoppiassero di giorno in giorno. Sebbene non avessi ancora ben chiaro ciò che stava succedendo, mi spostavo solo in casi necessari e cercavo di mantenere le distanze con tutti.

In pochi mesi Madrid è riuscita a regalarmi tantissimo. Premetto che in termini governativi non credo che l’Italia sia migliore della Spagna, diciamo che da buoni cugini Italia e Spagna “se la giocano”; eppure, gli ultimi giorni prima di lasciare la capitale spagnola, avrei preferito essere in Italia perché lì non mi sono sentita per niente al sicuro», ci racconta la nostra Giuseppina, e conclude dicendo: « sotto consiglio della mia coordinatrice, mia stimata prof.ssa Marina Sanfilippo, sono scappata immediatamente via da Madrid e, per fortuna, non ho avuto particolari difficoltà durante il rientro perché sono riuscita ad andar via poco prima che chiudessero le frontiere».

Conclusioni

Di certo, nessuno si presentava preparato ad un’emergenza del genere, e questo è del tutto comprensibile ma, ciò che i nostri due associati si sono sentiti di consigliare è di rivedere le normative del progetto Erasmus. Una buona idea potrebbe essere quella di provare a lavorare con più sinergia con le ambasciate italiane all’estero, creando altresì un organo europeo preposto al coordinamento degli studenti in programma Erasmus, cosi da affidare più autorità ad organi extra-statali.

Augurandoci che questa possa essere l’unica esperienza di emergenza sanitaria, sarebbe un buon proposito predisporre un piano per prevenire qualsiasi altro evento eccezionale. Il fine è quello di rendere più saldo questo meraviglioso progetto europeo e lasciar sentire al sicuro tutti quegli studenti che decidono di vivere questa straordinaria esperienza.

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Se vuoi raccontare anche tu la tua esperienza Erasmus lascia un commento nell’apposita sezione qui sotto

10 Commenti

  • Rispondi
    Elena Pignato
    1 Maggio 2020 at 12:02

    Una lettura molto piacevole ed interessante. Complimenti.

  • Rispondi
    placido
    3 Maggio 2020 at 11:43

    Articolo molto interessante e piacevole da leggere. Continuerò a seguire il tuo blog con molto interesse

    • Rispondi
      associazionesinergie
      4 Maggio 2020 at 12:14

      Siamo lieti che sia stato di tuo interesse, grazie mille!

    • Rispondi
      Alberto
      8 Maggio 2020 at 11:56

      Articolo molto utile per chi come me dovrebbe partire per l’erasmus nel 2021. Spero che le istituzioni rivedino la normativa, migliorando così l’esperienza per noi ragazzi.

  • Rispondi
    Stefano
    4 Maggio 2020 at 9:39

    Mi accodo ai commenti che ho già letto, ottimo lavoro (come al solito aggiungerei).

  • Rispondi
    Dario barbera
    29 Maggio 2020 at 10:29

    Ho sempre pensato che questo genere di iniziative siano molto costruttive e produttive! Un articolo molto scorrevole, complimenti davvero!

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